Un percorso naturalistico può essere caratterizzato dalle peculiarità più disparate che a volte possono avere aspetti di rarità e anche di unicità, oppure da un insieme di particolarità sulle quali si evidenzia la più vistosa, la più interessante, o quella eccezionale.
Così è anche per il Sentiero delle felci, un itinerario valsesiano di media valle, dove accanto alle varie componenti ambientali, vegetali e faunistiche, tutte di notevole interesse, spicca la presenza costante di numerose Pteridofite, piante che nel linguaggio comune sono sinonimo di felci, comprendono nel loro insieme oltre alle filicine vere e proprie, anche i licopodi, le salaginelle, gli equiseti e gli isoeti.Ma non è la quantità, non certo eccezionale e per di più irregolarmente distribuita, intesa come numero di individui prevalente sugli altri vegetali, che giustifica l'appellativo accordatogli. Si incontrano di frequente anche altrove, sia sulle Alpi che sugli Appennini, consorzi di queste piante formati spesso da poche specie oppure da una sola, in un groviglio tale di individui da ostacolare e rendere difficoltoso il procedere, che a buona ragione potrebbe fregiarsi di questo appellativo. Il <<Sentiero delle felci>> valsesiano è invece caratterizzato da una estesa varietà di specie, sottospecie e ibridi, tale da oltrepassare una trentina di taxa, alcuni dei quali di notevole interesse per la loro rarità e bellezza, tanti per un percorso che si snoda per 5-6 km. |  Un tratto del percorso
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