Il Sentiero delle Felci

Le Pteridofite


All'apice della scala evolutiva del mondo vegetale troviamo le Cormofite, includenti: Angiosperme, Gimnosperme e Pteridofite, nonostante quest'ultime, propagandosi per spore, non abbiamo una riproduzione con nozze evidenti come nei gruppi vicini. Tuttavia la loro struttura fisica è completa e del tutto ad esse somigliante, con radici, fusti e foglie con la presenza dei vasi conduttori della linfa.
Le Pteridofite e tra esse la Classe Filicopsida (le Felci), hanno in comune con le Briofite (epatiche, sfagni e muschi), l'alternanza delle generazioni.
Anche la struttura dell'organo femminile è simile, e per entrambe le divisioni, prende il nome di archegonio. In passato, Pteridofite e Briofite erano riunite in un unico gruppo denominato Archegoniate. La successiva separazione è giustificata dal fatto che le Pteridofite sono piante fornite di un vero e proprio sistema vascolare mentre le Briofite sono piante cellulari. Inoltre nelle Pteridofite, contrariamente a quanto avviene nelle Briofite, lo sporofito prevale in dimensioni sul gametofito.

Le Pteridofite rappresentano quindi il ponte di passaggio tra le così dette piante inferiori e le più evolute Spermatofite, cioè le piante munite di fiori con la riproduzione effettuata mediante semi. Le Felci indigene sono tutte erbacee.
Oltre alla citata classe Filicopsida, le Pteridofite ne annoverano altre due: Lycopsida, con tre ordini (Licopodi, Selaginelle ed Isoeti) e Sphenopsida con un ordine (Equiseti), che vivono nelle nostre regioni. Un'altra classe: Psilotopsida (Psilotali), comprende specie che vivono nei paesi tropicali e subtropicali. Un gran numero di specie estinte sono state poi raggruppate in altre due classi: le Noeggeratiopside, proprie del Carbonifero e le Psilofitopside (Psilofitali), comprendente le felci primordiali, le prime piante vascolari apparse sulla terra, vissute nel Devoniano e nel Siluriano, circa 300-400 milioni di anni fa.


CICLO BIOLOGICO

Le piante adulte e sviluppate in genere producono le spore sulla pagina inferiore delle fronte. Vi sono fronde fertili dette sporofilli e fronde sterili dette nomofilli o trofofilli; in diverse specie, l'aspetto di entrambe le suddette fronde si assomiglia, in altre invece differisce fino ad assumere nelle fronde fertili, l'aspetto di una inflorescenza delle Spermatofite (es. Osmunda). Le spore sono contenute in organi detti sporangi, che a volte sono riuniti in gruppi prendendo il nome di sori. Questi ultimi possono essere nudi o rivestiti da una piccola membrana protettiva, l'indusio, oppure essere localizzati sotto il margine revoluto della foglia che ha le stesse funzioni protettive. Le spore sono inoltre rivestite da una doppia membrana: l'esterna è chiamata esosporio o esina, l'interna endosporio o endina. L'esosporio è talvolta rivestito da un'altra membrana chiamata perisporio. A maturazione avvenuta, le spore escono dallo sporangio che si apre in due valve, o si fessura e, cadendo nel terreno, in presenza di umidità, essenziale per il loro sviluppo, formano il così detto protallo, le cui dimensioni variano da alcuni mm fino a pochi cm di diametro.

Sovente e cuoriforme; talvolta è anche filiforme o a forma di minuscolo tubero. Nel protallo sono presenti i rizoidi, cellule tubolari che lo tengono fissato al terreno e che esercitano le funzioni di radici. In esso ben presto si formano gli organi sessuali, chiamati anteridi i maschili e archegoni i femminili, contenenti gli spermatozoidi o anterozoidi i primi e l'oosfera o ovocellula i secondi. I protalli possono essere anche dioici, cioè portare solo organi maschili o solo organi femminili. La presenza di umidità, sotto forma di un sottile velo d'acqua è essenziale per facilitare lo spostamento degli anterozoidi verso l'oosfera e fecondarla. A fecondazione avvenuta, si ha lo sviluppo dell'embrione, del tutto simile a quello delle spermatofite, in cui, figurano gli stadi iniziali del fusto, delle foglie e delle radici. Dopodichè il protallo muore e si origina la vera pianta. La prima generazione è quindi quella che interviene all'atto della germinazione della spora, originante il protallo e la successiva formazione degli organi sessuali: anteridi ed archegonio. Si ha in seguito la fecondazione dell'oosfera da parte degli anterozoidi. Questa generazione che si identifica con il protallo, generalmente è di breve durata. La seconda generazione inizia a fecondazione avvenuta e porta alla fecondazione e allo sviluppo dello sporofito con la conseguente morte del protallo. Segue subito lo sviluppo della vera pianta che ha forme del tutto simili a quelle delle piante superiori.

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