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Il TrekkingCamminare costituisce certamente l'attività fisica più naturale e spontanea per l'uomo, ma, dopo la rivoluzione industriale del XVIII, a poco a poco la necessità di viaggiare a piedi si riduce fino a scomparire. Camminare è così diventato uno sport da riservare al tempo libero, un'attività di svago per ritemprare il corpo e la mente, per ritrovare il senso del tempo e dello spazio.
Origine del Nome:
Il termine "Trakking" deriva dal verbo della lingua Afrikaans "To Trak" e si riferisce alla grande migrazione cui furono costretti i Coloni Olandesi (i Boeri) verso la metà del XIX Secolo dal Sudafrica per sfuggire all'avanzata degli Inglesi.Da allora, da quel tempo remoto, i termini "trek" e "trekking" sono entrati nel mondo linguistico ad indicare, all'inizio, i lunghi viaggi sui carri trainati da buoi e, solo più tardi, un qualsiasi viaggio avventuristico effettuato a piedi o con l'ausilio di mezzi locali. A poco a poco, il termine si affianca e si sostituisce, a volte di sproposito, al termine escursionistico; l'escursione è infatti una semplice gita di poche ore o di qualche giorno su sentieri semplici e facili, dove si incontrano comode strutture logistiche, mentre il trekking è qualcosa di più impegnativo: è un percorso in alta valle od in un ambiente più severo che richiede, quindi, un'adeguata attrezzatura ed un allenamento fisico adeguato alla distanza ed all'altezza dei dislivelli da superare.
Non a caso, infatti, il trekking classico è nato sulle montagne himalayane, dove, ancora oggi, i vari villaggi sono collegati tra loro da una fitta rete di sentieri e mulattiere che arrivano ai piedi delle più alte vette del mondo.
Il trekking e le sue regoleDi base è importante avere un buono stato di salute e un sufficiente livello d’allenamento, sapendo che esistono delle controindicazioni per patologie cardiocircolatorie, respiratorie, renali, ematologiche e metaboliche.
Per salite superiori ai
2000 metri bisogna osservare tutte le regole che evitano l’insorgere del mal di
montagna, senza dimenticare l'obbligo di dormire sempre a quote inferiori
rispetto a quelle raggiunte durante la giornata di trekking.
Il primo giorno è bene restare a quota 1800/2000 metri senza compiere sforzi
eccessivi, bevendo acqua in abbondanza.
Nel trekking
l’equipaggiamento riveste un ruolo molto importante.
Sono consigliate calze da trekking con scarponcini già precedentemente testati,
in modo da evitare il fastidioso insorgere di dolori o vesciche. Nel caso in cui
ciò non fosse possibile è consigliabile applicare sul tallone e la punta delle
dita, un cerotto di cotone. Un cappello a tesa larga, gli occhiali ben
schermati, una crema solare e uno stick per le labbra rappresentano i sistemi di
difesa dalle radiazioni solari.
Il tempo in montagna cambia rapidamente specie nel pomeriggio, sarà necessario, quindi, portare nello zaino, un impermeabile e non un ombrello, per ripararsi dalla pioggia, un maglione, dei guanti per difendersi dal freddo, indumenti di ricambio chiusi all’interno di sacchetti di plastica.
Un piccolo pronto soccorso costituito da un antidolorifico/antinfiammatorio, un antistaminico, un collirio, dei cerotti, garze e il disinfettante fa parte dell’attrezzatura.
I bastoncini telescopici da trekking consentono, inoltre, un notevole risparmio d’energia, aiutando nel salire di quota e proteggendo le articolazioni durante la discesa.
Ricordarsi di bere durante la giornata è una delle regole più importanti: la borraccia, quindi, è un oggetto che non può mancare. Ultimo aspetto da non trascurare è l’alimentazione. Ad un buon camminatore sono necessarie anche 5000 calorie al giorno, la maggior parte di queste dovranno essere fornite consumando dei carboidrati complessi (pasta, pane, riso) che approvvigioneranno di glucosio i muscoli, depauperati dall’attività giornaliera.
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