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Varallo e la sua storia

Del comune di Varallo (453 slm) fanno parte anche le frazioni di Aniceti - Pianebelle (1,77 km), Arboerio (2,23 Km), Balangera (5,07 km), Barattina (2,32 km), Camasco (5,40 km), Cavaglia Sterna (4,74 km), Cervarolo (3,16 km), Cervarolo Villa Superiore (3,71 km), Cilimo (3,32 km), Corte e Costa (6,20 km), Crevola (0,88 km), Gambararo I (2,27 km), Gambararo II (2,15 km), Gerbidi (1,26 km), Isole (5,69 km), Locarno (3,37 km), Morca (5,36 km), Morondo (3,68 km), Parone (2,29 km), Pianebelle (1,77 km), Prati di Cervarolo (3,71 km), Roccapietra (3,04 km), Rolate (4,89 km), Sacro Monte (0,83 km), Scolaro (5,48 km), Scopelle (2,83 km), Solivo Volta (4,24 km), Valmaggia (3,97 km), Villa Superiore (3,90 km).

La nuova passeggiata lungo il torrente Mastallone

Un centro culturalmente assai vivace

La città è dominata dal costone rupestre su cui è eretta la "Nuova Gerusalemme", denominazione storica del celebre santuario del Sacro Monte, posto alla confluenza del Sesia col Mastallone, che divide il paese in due nuclei uno più antico e uno più recente. Varallo ha nelle sue componenti rionali molti aspetti di grande interesse; fra le testimonianze storiche ed artistiche, istituzioni culturali e religiose, componenti ambientali ed urbanistiche, esso è senza dubbio meta ideale per il turismo, sia per le qualità climatiche, sia per le numerose passeggiate possibili nel circondario. La città, culturalmente assai vivace, è un centro ricco di opere d’arte: le sue chiese, il Sacro Monte, la ricchissima Pinacoteca, il Palazzo dei Musei, la Parete gaudenziana, le strutture architettoniche degli antichi palazzetti rinascimentali, gli scorci delle vie medioevali, i particolari decorativi di squisita fattura artistica, sono un’inesauribile fonte di osservazione.

Piazza Vittorio di notte



SACRO MONTE DI VARALLO

Cenni storici


Collocato sulla sommità del monte che domina Varallo possiede caratteristiche uniche al mondo. L’atto di fondazione del Sacro Monte risale al 1486 e il suo concepimento si deve al padre francescano Bernardino Caimi dei Minori Osservanti di S. Francesco che, ritornando da un lungo viaggio in Terrasanta, volle rievocare, attraverso una minuziosa ricostruzione, i Luoghi Santi. Il Sacro Monte è suddiviso in cappelle, ognuna delle quali ospita figure plastiche (circa cinquemila personaggi) e numerosi dipinti che rappresentano un fatto della vita e della passione di Cristo.


L’intervento di Gaudenzio Ferrari

Il progetto di padre Bernardino, morto nel 1499, venne continuato dal pittore, scultore e architetto Gaudenzio Ferrari. Tutte le sculture sono state realizzate da questo grande artista valsesiano che utilizzò come materiale sia il legno che la terracotta dipinta. La cappella certamente più maestosa è quella dove Ferrari rappresentò la "Morte di Cristo in croce", con altissimi crocifissi e una folla di personaggi tra i quali spicca la Vergine Maria sorretta dalle donne. Molti altri artisti si avvicendarono nei secoli apportando la loro opera a quest’impianto maestoso: Tanzio da Varallo, il Tabacchetti, il Morazzone, ecc...


Le cappelle

Gli edifici in cui sono collocate le cappelle sono stati realizzati in due stili architettonici differenti: i più antichi, quelli che ospitano le scene relative alla vita di Gesù, posti in una zona in pendenza immersa nel verde, hanno le caratteristiche proprie delle abitazioni della montagna varallese e valsesiana; quelli costruiti successivamente, sulla sommità del monte, sono stati concepiti in stile classico o rinascimentale con lo scopo di effettuare una ricostruzione quanto più possibile fedele della città di Gerusalemme. Uscendo da Varallo vecchia e fiancheggiando lo Stabilimento Idroterapico, oggi Istituto Alberghiero, si imbocca la val Mastallone.

LA VAL GRANDE TRA VARALLO E BALMUCCIA

Valmaggia (mt. 472 slm)


Secondo il Tauber, Valmaggia significa "valle dei pascoli irrigui"; più verosimilmente il suo nome deriva dalla sua collocazione all’imbocco della Val Grande (Vallis Magna o Vallis Magia). Il paese si trova alle pendici del monte Vaso, all’interno di una stretta conca bagnata dal Fossato. Molte volte il fiume Sesia ha lasciato il segno del suo passaggio inondando i terreni di questo paese. Nel 1755 un’inondazione spazzò via l’intera chiesa lasciando intatta una scultura raffigurante la Vergine che ancora oggi è conservata all’interno della parrocchiale.

Morca (mt. 553 slm)


Posto sulla riva destra del Sesia è raggiungibile oltrepassando un vecchio ponte sospeso.. La parrocchiale, dedicata a S. Lorenzo, venne terminata nel 1751: contiene affreschi dell’Orgiazzi, i cui dipinti sono conservati nell’oratorio dell’Addolorata a pochi passi dalla chiesa. A Morca era tipica l’industria dei "gerloni" adoperati dalle alpigiane per trasportare il fieno e lo strame.

Alcune fotografie di Varallo Sesia

Quattro passi per Varallo

Scheda tecnica di Varallo Sesia

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