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San Silano a Romagnano Sesia
| La storia L'Abbazia benedettina di Romagnano Sesia, sito strategico per il controllo del ponte sulla Sesia, scenario di guerre, assedi, combattimenti accaniti e distruttivi, sorse intorno al 1080. La comunità monastica si insediò insolitamente non in una zona isolata, ma in un'area già allora al centro della vita civile. Insolita fu anche la dedicazione a San Silano, un martire dei primi anni del cristianesimo. Le reliquie del santo sono custodite oggi in un sarcofago, databile al VII secolo, trasformato in base dell'altare della chiesa parrocchiale. Quest'ultimo non è che il rifacimento, quasi sicuramente il terzo, di quella che era l'antica chiesa dell'Abbazia di San Silano, di cui è scomparsa ogni traccia. Spentasi la vita religiosa e affidato il monastero in commenda, la fondazione monastica venne soppressa con decreto napoleonico nel febbraio 1801 e i beni confiscati e alienati. Nel 1971, grazie a donazioni e interventi privati, il monumento è passato in proprietà del Comune di Romagnano. Questo ha permesso di salvare il salvabile, assicurandogli protezione e sicurezza per il futuro. L'attuale edificio risale al terzo rifacimento, avvenuto tra il 1844 e il 1855, dopo che un incendio aveva gravemente devastato la chiesa precedente risalente al Seicento. |
![]() | La "Cantina dei Santi" Si tratta di un grande locale seminterrato, testimonianza dell'antico monastero, di cui un tempo era parte integrante, anche se rimane problematico individuarne la destinazione. Le sue pareti sono affrescate da un ciclo pittorico di rara bellezza, di tematica cavalleresca legata al gotico internazionale, quindi lontano dagli interessi logicamente ipotizzabili in una Abbazia benedettina. Chi ne fu il committente? Il mistero è fitto, anche dopo gli studi approfonditi compiuti in occasione dei recenti restauri. Sulla sua destinazione, esclusa dati i temi narrati l'ipotesi di una cappella, tutte le altre ipotesi restano valide: aula capitolare del convento, refettorio, cella sepolcrale, "cantina" dell'abate-commendatorio. Il locale si presenta come un lungo stanzone rettangolare con volta a botte, preceduto da un porticato. Gli affreschi ricoprivano tutte le pareti e la volta. Il tema è quello delle storie di Davide, articolato originariamente in 28 grandi pannelli, in cui le vicende bibliche perdono il manto di sacralità per tramutarsi in "storie" cavalleresche. Dei 28 riquadri affrescati dieci (soprattutto sul soffitto) sono ancora in buone condizioni: altri nove (sulle due pareti più lunghe), conservano tracce rilevanti, mentre dei rimanenti nove è scomparso quasi tutto. |
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