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latitudine 45.46°N longitudine 8.18°E altitudine 809 m.
È il comune più alto della bassa
Valsesia ed è situato tra i boschi in una zona con ampia veduta sulla valle. Il
suo nome potrebbe avere origini francesi, da un termine che significa altura,
rialzo. Davanti alla chiesa parrocchiale, guardando verso la valle, nelle
giornate limpide è possibile vedere le montagne al di là delle quali si trova la
Liguria.
In località San Bernardo si trova una salubre pineta, fonti di acqua pura, parco
giochi, area pic nic, tennis e maneggio. Dopo una breve camminata tra i boschi
di castagno e latifoglie si raggiunge il Monte San Grato (914 metri slm),
frequente meta di passeggiate per la vastità del panorama che abbraccia la
vallata dal parco naturale del Monte Fenera fino al Monte Rosa. Inoltre sul
terrazzo naturale è situata la chiesetta dedicata a San Grato datata 1500. Il
Monte Briasco (1185 metri slm) fu centro della lotta partigiana durante la
seconda guerra mondiale per la sua posizione strategica. Inoltre in ricordo
della resistenza è stato realizzato il Cippo dedicato ai caduti. Dalla cima del
monte si può godere della vista del Monte Rosa e del Monviso, del Lago d'Orta,
del Lago Maggiore con il Mottarone e del Lago di Varese e del Lago di Como con
gran parte della Pianura
Le prime notizie che si hanno di Breia (o anche Breja) si possono trovare sul
diploma di Ottone IV nel 1209 dove si cita una certa Bregina e nella carta
dell'11 agosto 1251 dove viene citato il toponimo Brecenna.
In seguito denominata Breja, il nome divenne Breia a seguito
dell'italianizzazione della toponomastica locale in vigore nel ventennio
fascista.
La chiesa parrocchiale è dedicata a San Giovanni Battista e fu costruita su una
cappella del XII secolo. La chiesa risalirebbe al XVI secolo, ma fu in seguito
rimaneggiata. Nel portico del 1770 si trovano gli affreschi di Lorenzo Peracino
tra cui la decollazione di Giovanni Battista e i 14 quadri della Via Crucis
interni alla chiesa. Per la realizzazione dei quadri della Via Crucis il
Peracino non volle denaro ma fece una richiesta: che i cittadini di Breia gli
costruissero la casa a Bosco di Cellio. Sotto la cupola del presbiterio si può
osservare il Salvatore che scorge il Battista dal cielo, in una prospettiva
straordinaria che sembra innalzare la cupola stessa di diversi metri. Nella
cappella del transetto di destra è rappresentata Sant'Eurosia di Jaca: una Santa
spagnola il cui culto è piuttosto raro. Il campanile seicentesco è alto 35 metri
in pietra scalpellata e ha i lati esterni di 6,35 metri. Fu costruito con le
elemosine dei cittadini di Breia e frazione Agarla e conserva ancora due grosse
campane fuse in loco nel 1645. È presente un antico altorilievo su pietra della
Madonna col Bambino del 1588, opera di un'artista Walser che collocò le sue
opere in diversi luoghi della valle. È riconoscibile dall'omino stilizzato che
contrassegnava tutte le sue opere. La chiesa, che prima dipendeva da S. Giovanni
Battista sopra Quarona, fu innalzata parrocchia nel 1588, con la posa della
croce sulla sommità. In onore di questo avvenimento lo stemma del Comune di
Breia riporta il motto "CRUX IN SUMMITATE POSUIT".
Il 7 maggio 2005 il campanile di Breia è stato colpito da un fulmine, che ha
causato danni alla struttura del campanile stesso e al tetto.
Le pitture dell’antico ossario sono del Rastelli di Carega. Il cimitero che
circondava la chiesa fu trasferito nel 1737 in un luogo più adatto, dove l’Avondo
effigiò un bel crocifisso.
A San Bernardo (908 metri slm), raggiungibile a piedi in pochi minuti da Breia,
sorge una piccola chiesa dedicata al Santo, che proteggeva i viandanti che
attraversavano quel valico.
A 15 minuti da Breia si trova la parrocchia di Cadarafagno, che anticamente con
Breia faceva parte di quella di Quarona. La chiesa parrocchiale, che è collocata
fuori dell’abitato, contiene alcuni dipinti eseguiti nel 1796 dal Peracino terzo
(nipote di Lorenzo) e rappresentanti alcuni fatti del titolare S. Gottardo e
della beata Panacea[1]. Sotto al portico della facciata Lorenzo Peracino dipinse
nel 1791, fra ornati di stile barocco, i quattro evangelisti e sopra alla porta
la pastorella valsesiana Panacea. Il campanile di questa chiesa reca la data del
1629.

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