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Autocertificazione un diritto sconosciuto| PPagina precedente |
Ma di che diritto si tratta?Questo istituto consente al cittadino di autocertificare presso gli uffici della Pubblica Amministrazione, la propria condizione, i propri requisiti o fatti di sua diretta conoscenza, evitando così un inutile "passaggio" all'Anagrafe del Comune. Per meglio illustrare le opportunità offerte da questo diritto facciamo ricorso all'esempio di un cittadino che voglia iscriversi alle liste dell'Ufficio di Collocamento e che debba pertanto presentare il LIBRETTO DI LAVORO e lo STATO DI FAMIGLIA. Il cittadino già in possesso del libretto di lavoro può evitare di recarsi all'Anagrafe per richiedere lo stato di famiglia, in quanto può dichiarare direttamente all'Ufficio di Collocamento (sotto la sua personale responsabilità), la sua situazione famigliare. Quali sono le autocertificazioni che si possono effettuare?Ai sensi dell'art. 2 della legge 4.1.1968 e' permesso, in sostituzione delle normali certificazioni, che il cittadino dichiari e quindi certifichi sotto la propria responsabilita':
Al fine di favorire l'accesso a questo diritto rendiamo disponibili una serie di modelli per l'autocertificazione di ciascuna delle dichiarazioni consentite dalla legge. Dall'elenco che segue è possibile prelevare e stampare copia delle autocertificazioni che andranno compilate e presentate all'Ufficio interessato. Sono disponibili le versioni dei documenti: in formato testo (.TXT).
Tali dichiarazioni sostitutive di certificazione possono essere prodotte anche in modo cumulativo:
Si ricorda che tali dichiarazioni non sono più soggette ad autenticazioni. L'art. 4 della legge 4.1.1968 permette inoltre all'interessato di dichiarare, al Funzionario competente, situazioni, fatti e qualità personali di sua diretta conoscenza. E' il caso tipico della:
A titolo di esempio si riportano i modelli delle dichiarazioni piu' comunemente utilizzate:
E' bene ricordare che
Quando è possibile utilizzare una dichiarazione "temporaneamente" sostitutiva? (Art. 3)È quella riferita a situazioni, fatti o qualità personali che si possono dichiarare "temporaneamente", sulla base di richieste e indicazioni specifiche dell'Ente richiedente dinnanzi al Funzionario competente, in attesa cioè di presentare l'apposita documentazione. Sono ammesse tra l'altro nei "concorsi pubblici". Ricorriamo di nuovo ad un esempio: Nella domanda di partecipazione il concorrente deve dichiarare:
Senza dover contestualmente presentare la relativa documentazione. Ma perché temporaneamente? Perché l'interessato dovra' produrre i relativi documenti quando l'Amministrazione li richiedera' prima di emettere il provvedimento a lui favorevole. Ad esempio solo nel caso in cui egli abbia vinto il concorso o, con riferimento ai "titoli", nel caso in cui abbia superato le prove d'esame. In quali altri casi sono ammesse dalla legge le dichiarazioni? A titolo di esempio si possono citare le seguenti situazioni nelle quali la legge consente le dichiarazioni sostitutive:
In quali casi l'autocertificazione non è utilizzabile?Non sono ammesse per gli stati di servizio ed i fogli matricolari militari, nonche' per gli estratti di nascita e di stato civile, nei casi in cui, secondo precise norme, occorra accertare l'esistenza di eventuali annotazioni. Cosa fare se allo sportello l'impiegato si rifiuta di accettare l'autocertificazione?Dopo aver chiesto ed ottenuto le generalità e la qualifica dell'impiegato, il cittadino può chiedere allo stesso e per iscritto il motivo del rifiuto. Contestualmente segnalerà quanto accaduto al Dirigente dell'Ente. L'addetto allo sportello va incontro alle sanzioni previste dall'art. 328 del Codice penale per "omissioni" o rifiuto d'atti d'ufficio, nel caso in cui il rifiuto NON SIA MOTIVATO E LA MOTIVAZIONE non venga fornita entro 30 giorni dalla richiesta. MA SEVERE SANZIONI SONO PREVISTE La Legge (Art. 26) prevede severe sanzioni penali (anche la reclusione) per chi dichiara il falso, in quanto errate autocertificazioni possono causare gravi danni o abusi. Si, tutti i certificati da produrre alla Pubblica Amministrazione di norma vanno redatti in bollo. Fanno eccezione i casi espressamente previsti dalla legge ed in particolare quelli elencati dal D.P.R. n 649 del 26.10.72 , all'allegato Tabella B e da altre leggi speciali. In particolare sono esenti da bollo le dichiarazioni riguardanti:
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