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PANNELLI FOTOVOLTAICI
Ottenere corrente elettrica dal Sole. Delucidazioni sugli impianti fotovoltaici: costi, risparmi, suggerimenti e rendimenti.

Cosa occorre comprendere prima di acquistare un impianto fotovoltaico: Ci sono realmente molte piccole cose che quotidianamente ci sfuggono, o che spesso dimentichiamo, fingendo che siano concetti per gli altri e non per noi....
la prima operazione da attuare in una abitazione è il risparmio energetico, che non significa tornare all'età della pietra, o diventare un ecologista estremista, ma semplicemente adottare dei piccoli coerenti accorgimenti, al fine di consumare meno e di non doversi dotare a tutti i costi di un impianto fotovoltaico ultra potente. Anche perchè si può arrivare facilmente a consumare la metà, e di conseguenza l'impianto solare costa a sua volta la metà! poi se avete soldi da buttare dalla finestra, allora è un altro discorso.....( speriamo di passare sotto quella finestra nel momento giusto... )

In pratica consigliamo vivamente questi piccoli accorgimenti:
usare SOLO lampadine a basso consumo, è vero: costano molto di più di quelle normali, ma durano molto di più, consumano molto di meno ed esistono ormai in molte forme diverse, quindi sono facilmente utilizzabili nei comuni lampadari o anche in quelli non-comuni.
spegnere gli elettrodomestici quando non sono in uso, questo vale per televisori, stereo hi-fi, videoregistratori, computer ecc., un esempio significativo: quella simpatica lucetta rossa dello stand by del televisore, ci può costare fino a 30 Euro all'anno inutilmente, e in più, in caso di temporali o di scariche elettriche, aumenta di moltissimo la probabilità di guasto del televisore stesso! molto importante questo discorso per il computer, scanner, stampanti ed altri accessori, che ormai spesso non hanno nemmeno più il bottone dello spegnimento, e quindi consumano energia inutilmente 24 ore su 24, quasi con il solo scopo di guastarsi prima: consigliamo una bella ciabatta elettrica con interuttore che stacca la corrente all'intero blocco computer: si risparmia in energia, si evitano spesso inutili guasti e si ha minore emissione di radiazioni elettromagnetiche inutili nel locale ( spesso il computer viene messo in camera da letto dei figli ! )


evitare di lasciare l’illuminazione accesa nelle stanze non occupate


scegliere lampadari con minor numero di lampade : a parità di illuminazione prodotta, i lampadari con più lampade, consumano più energia rispetto a quelli con una lampada sola.
posizionare il frigorifero o il congelatore in luoghi aerati lontani da fonti di calore.


regolare il termostato dei frigoriferi o dei congelatori su un livello intermedio: posizioni più fredde comportano un aumento inutile dei consumi del 10-15%.


per le lavatrici: utilizzare ove possibile cicli di lavaggio a bassa temperatura


sostituire i vari elettrodomestici quando diventano vecchi, o si guastano, con elettrodomestici moderni e a basso consumo.

Con la semplice sostituzione delle lampadine e lo spegnimento dei vari televisori, computer ecc. otteniamo già un risparmio di più di 600-750 KWh, equivalenti anche a 150-200 Euro all'anno! soldi che possiamo usare tranquillamente per comprare le 'costose' lampadine a basso consumo ( le trovi in qualsiasi negozio serio di elettrodomestici o nei supermercati ), ma soprattutto possiamo permetterci un impianto solare di potenza inferiore di almeno 500 Wp sul totale, equivalenti ad almeno 2.000-3.000 Euro risparmiati.

Da fonte ENEA riportiamo questa tabella molto significativa:


 

Elettrodomestico

Consumi massimi
(apparecchi tradizionali)
(kWh/anno)

Consumi minimi
(apparecchi ad alta efficienza)
(kWh/anno)

OGNI anno

risparmio circa:

Frigorifero

560

320

65 €

Congelatore

520

300

60 €

Illuminazione

420

84

90 €

Lavatrice

570

360

55 €

Lavastoviglie

672

504

45 €

Forno elettrico

156

78

20 €

Forno Microonde

0

39

--

Televisore funzionamento

130

130

--

Televisore stand-by

105

0

30 €

Videoregistratore funzionamento

55

55

--

Videoregistratore stand-by

110

0

30 €

Computer

160

120

10 €

Computer stand-by

100

0

30 €

Hi-Fi funzionamento

20

20

--

Hi-Fi stand-by

60

0

15 €

Altri apparecchi

423

265

45 €

TOTALE

4061

2275

495 € !!



Dai dati visualizzati si può osservare di quanto diminuiscano i consumi di energia elettrica grazie all'attenzione, e all'acquisto di prodotti ad alta efficienza.
Questa tabella può essere vista come regola per sostituire, man mano che diventano obsoleti, i vari elettrodomestici della nostra abitazione, in modo da riuscire ad ottenere una buona copertura del proprio fabbisogno elettrico annuale grazie all'energia solare.

Una volta capito quanto spendo, posso capire quanto posso, o voglio risparmiare, e che tipo di impianto acquistare.

Quale è la produttività di un impianto fotovoltaico per la produzione di corrente elettrica?
Il Sole può regalarci anche il 100% del fabbisogno di energia elettrica necessario alla nostra abitazione. Purtroppo gli impianti solari fotovoltaici hanno una resa molto più bassa degli impianti solari termici, che si usano per produrre acqua calda, e quindi occorre occupare una superficie maggiore del tetto.
A differenza degli impianti termici, che non possono essere troppo sovradimensionionati rispetto alle nostre necessità, altrimenti durante l'estate ci ritroveremmo con centinaia di litri di acqua bollente senza sapere cosa farne, gli impianti fotovoltaici possono venire dimensionati in modo da produrre tutta l'energia di cui abbiamo bisogno, visto che l'energia in surplus la possiamo cedere all'Enel, che poi ce la rende di nuovo quando ne abbiamo realmente bisogno.
In pratica l'Enel ci fa da grande serbatoio: sfrutta il surplus di energia prodotta in estate e ce la rende in inverno: cosa purtroppo non possibile con l'acqua calda.
Il rovescio della medaglia è che purtroppo gli impianti solari fotovoltaici costano ancora molto, quindi non sempre ci si può permettere un impianto sufficiente a coprire il nostro fabbisogno annuale di corrente elettrica.

Quanto risparmio annualmente?
In pratica ognuno di noi può decidere quanto risparmiare in corrente elettrica, semplicemente acquistando un impianto più o meno potente, in base ai consumi che annualmente abbiamo di corrente elettrica: è sufficiente prendere una bolletta Enel e capire quanti KWh consumiamo ogni anno.
In una casa dove vivono 4 persone e i consumi sono oculati, quindi le lampadine sono a basso consumo, non sono presenti condizionatori, il riscaldamento e i fornelli sono a metano, e non si lasciano accese le lampadine per ore ed ore inutilmente, normalmente vengono consumati 1.500-2.500 Kwh all'anno.
Mentre in un'abitazione di 4 persone, dove non ci sono le condizioni dette sopra, i consumi annui sono di circa 3.000-4.000 KWh.
La media dei consumi di una tipica famiglia italiana è di 3.000-4.000 KWh/anno, quindi si può intuire che sono ben poche le famiglie che adottano misure per il risparmio energetico.

Quanto spendo per l'impianto solare fotovoltaico e per la manutenzione?
Gli impianti fotovoltaici normalmente vengono venduti in base ai KWh che producono in condizioni di irraggiamento ideale.
Un impianto base è quello da 1.200 Wp ( significa che in condizioni ottimali produce 1.200 Watt di picco ) e produce, se installato nel Nord Italia circa 1.300 / 1.500 KWh/anno, mentre nel Sud Italia 1.600-2.000 KWh/anno.
Un impianto del genere costa circa 6.500 Euro iva, installazione e trasporto inclusi.
Mentre un impianto da 2.000 Wp costa circa 9.000 Euro iva, installazione e trasporto inclusi.
L'installazione può venire a costare 500-1.500 Euro, a seconda delle difficoltà che si possono incontrare.
Al costo comunque dell'intero impianto si può detrarre il recupero dell'IRPEF del 36%, che significa uno sconto del 36% sull'intera spesa, oltre a possibili finanziamenti o contributi per l'installazione di impianti fotovoltaici.
Questi tipi di impianti solari non necessitano di una particolare manutenzione, volendo si possono pulire i vari pannelli fotovoltaici ogni 2-3 anni, anche se normalmente gli stessi si mantengono abbastanza puliti grazie alla pioggia e al vento.
Occorre invece magari osservare, di tanto in tanto, le spie presenti sull'inverter, che possono segnalare eventuali guasti, o anomalie nel rendimento, ed eventualmente chiamare l'elettricista di fiducia, per trovarne le possibili cause.

Quanto impiego ad ammortizzare l'impianto?
Il calcolo in questo caso non è particolarmente semplice, comunque considerando un vita minima dell'impianto solare di 30 anni, le spese di eventuali manutenzioni, l'aumento del costo delle stesse e dell' energia elettrica nel futuro, il tutto in base all'inflazione: un impianto da 1.200 Wp consente un risparmio di 300-550 Euro / anno se posto nel Nord Italia, mentre se posto nel Sud Italia, il risparmio diventa di 350-650 Euro / anno.
Un impianto solare dura tranquillamente 30 anni, quindi se teniamo conto delle spese, del risparmio e del recupero del 41% di IRPEF, impiegheremo per ammortizzarlo circa 6-12 anni ( nel Sud Italia occorre meno tempo per ammortizzare l'impianto, visto l'irraggiamento solare superiore ), mettendo già in conto i futuri aumenti del costo dell'energia elettrica.

Ma se posseggo una linea elettrica da 3KW di potenza, devo dotarmi di un impianto fotovoltaico da 3 KWp?
Questa è una domanda frequentissima, e la risposta è: assolutamente no!
L'impianto fotovoltaico fornisce un'energia quasi costante che viene immessa in maniera continua nella rete Enel finchè c'è il Sole. Il circuito solare è quasi un circuito a parte, mentre la corrente elettrica che occorre per l'abitazione viene prelevata direttamente dall'Enel: in questa maniera ho a disposizione una potenza molto elevata ( 3 KW o più) ogni volta che ne ho bisogno.
Un circuito solare di 1.200 Wp può produrre energia sufficiente per coprire un'abitazione con un consumo annuale di circa 2.000 KWh, quindi un'abitazione di 3-4 persone con attenti consumi elettrici.
Mentre per un'abitazione dove i consumi non sono proprio 'oculati' si può pensare ad un impianto fotovoltaico da 2.000-2.400 Wp, ma in linea di massima non è mai consigliato un impianto fotovoltaico da 3.000 Wp, in quanto in questo caso si rischierebbe di produrre inutilmente più energia di quanta ne è necessaria, e in questo momento l'enel non ce la pagherebbe, ma la terrebbe in accredito per l'anno successivo, con il rischio effettivamente di perderla.

Posso vendere corrente all'Enel?
In questo momento NO, posso solo cederla e pago solo la differenza tra quello che consumo e quello che produco.
Se produco più corrente di quella che consumo, tale eccesso sarà conteggiato nell'anno successivo, ma non verrà in alcun modo pagato dall'Enel.

Quale tipo di impianto scelgo?
Innanzitutto occorre stabilire, in base alla zona dove si vive, o in base alle proprie convinzioni ecologiste, che tipo di modulo fotovoltaico si vuole usare: in silicio amorfo, silicio monocristallino o policristallino.

Entrando invece nel merito degli impianti solari fotovoltaici, ne esistono fondamentalmente di due tipi:
Impianto a moduli fotovoltaici con connessione alla rete elettrica Enel ( grid connected ) questi tipi di impianti solari fotovoltaici producono corrente elettrica che viene immessa, una volta convertita in corrente alternata a 220 Volt, nella rete Enel, per essere usata nella tua città. Questo avviene attraverso un contatore speciale installato dall'Enel: in questa maniera non necessitiamo di costose batterie per conservare l'energia elettrica prodotta, ma la possiamo riprendere dall'Enel in qualsiasi momento, pagando solo la differenza tra quella prodotta e quella consumata.

Scambiare corrente con l'Enel ha un costo di circa 30 Euro l'anno, perchè questo è il costo per il noleggio del contatore di acquisto dell'energia prodotta dai moduli fotovoltaici.
Quindi come soluzione non è molto dispendiosa, se si considera che invece fornirsi di batterie può costare facilmente anche 1.000 Euro, oltre alle problematiche di usura delle batterie stesse che hanno una vita di circa 10-15 anni.
Dotarsi di batterie è abbastanza sconsigliato anche perchè purtroppo le batterie saranno cariche al massimo durante i mesi estivi, quando magari non necessitiamo di molta energia elettrica, o siamo in vacanza, mentre faranno fatica a caricarsi durante i mesi invernali, proprio quando serve più energia nell'abitazione.

Impianto a moduli fotovoltaici per utenze isolate ( stand alone ) questi tipi di impianti solari fotovoltaici producono corrente elettrica, che viene utilizzata per caricare delle batterie, normalmente a 12-24 Volt, in modo da poter utilizzare l'energia elettrica, prodotta dai moduli fotovoltaici, in un qualsiasi momento della giornata.
Normalmente questi tipi di impianti sono usati laddove l'Enel non arriva con i propri cavi, quindi baite di montagna, o case in campagna, oppure nel caso ci si voglia staccare completamente o parzialmente dall'Enel.
Anche se in realtà, staccarsi completamente dall'Enel, può creare seri problemi nel momento in cui ci siano guasti, o giornate particolarmente nuvolose, oltre al fatto che comunque in linea di massima, da un punto di vista ecologico e pratico è più conveniente cedere l'energia prodotta direttamente all'Enel, piuttosto che conservarla in batterie costose e che una volta in disuso diverranno materiale altamente inquinante.
Si possono utilizzare lampade, frigoriferi o apparecchiature speciali che, funzionando a 12-24 Volt, non necessitano dell'inverter per funzionare.
Altrimenti, se è indispensabile usare corrente elettrica a 220 Volt, è necessario anche installare un inverter, il cui compito è di trasformare la corrente delle batterie in corrente alternata a 220 Volt.
Occorre tenere in considerazione, in questo caso, che non è più necessario acquistare un inverter di tipo professionale ( che richiede l'Enel ), ma ne basta un modello abbastanza economico.

26/11/2009
Negli ultimi mesi si è molto parlato del "piano casa", tema che interessa certamente un ampio numero di italiani. Pur avendo scritto molti articoli sull'argomento, tuttavia, i media nazionali non hanno quasi mai riportato quelle informazioni di carattere pratico utili a chi vuole fare dei cambiamenti nella propria abitazione.

Cos'è il "piano casa"
Innanzi tutto il cosiddetto "piano casa" consiste in un DPCM, acronimo di Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del 16 luglio 2009, in base al quale viene approvato il "Piano nazionale di edilizia abitativa" al fine di garantire su tutto il territorio nazionale i livelli minimi essenziali di fabbisogno abitativo per il pieno sviluppo della persona umana" anche attraverso la promozione di strumenti finanziari con la partecipazione di soggetti pubblici o privati. Il Decreto è composto da un articolo unico e da diversi allegati articolati nelle sei linee di intervento, di seguito indicate: a) costituzione di un sistema integrato nazionale e locale di fondi immobiliari per l'acquisizione e la realizzazione di immobili per l'edilizia residenziale, ovvero promozione di strumenti finanziari immobiliari innovativi per la valorizzazione e l'incremento dell'offerta abitativa in locazione); b) incremento del patrimonio di edilizia residenziale pubblica con risorse dello Stato, delle Regioni, delle province autonome, degli enti locali e di altri enti pubblici, comprese quelle derivanti anche dall'alienazione, ai sensi e nel rispetto delle normative regionali ove esistenti, ovvero statali vigenti, di alloggi di edilizia pubblica in favore degli occupanti muniti di titolo legittimo); c) promozione finanziaria anche a iniziativa di privati di interventi ai sensi della parte II, titolo III, capo III, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163); d) agevolazioni a cooperative edilizie costituite tra i soggetti destinatari degli interventi); e) programmi integrati di promozione di edilizia residenziale anche sociale; f) interventi di competenza degli ex IACP comunque denominati o dei comuni, già ricompresi nel Programma straordinario di edilizia residenziale pubblica, approvato con decreto ministeriale del Ministro delle infrastrutture del 18 dicembre 2007.

Il ruolo delle Regioni
In base alla legge citata sono quindi le regioni e gli enti locali che, per partecipare al "Piano casa" propongono al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, un programma coordinato con riferimento alle linee di intervento previste. Una delle linee di indirizzo utili per la selezione degli interventi consiste nel "perseguimento di livelli elevati di efficienza energetica e sostenibilità ambientale secondo le migliori tecnologie disponibili". È questa previsione che offre lo spunto per aprire la possibilità di interventi di finanziamento per la predisposizione di impianti per la produzione di energia alternativa. Ogni regione, quindi, può predisporre proposte e modalità diverse per sostenere il finanziamento degli impianti per la produzione autonoma di energia elettrica.

Fotovoltaico, energia autonoma
Un impianto fotovoltaico sfrutta l'energia solare per produrre energia elettrica: in altre parole si tratta di un sistema per trasformare la propria abitazione o la propria azienda in una piccola e autonoma centrale elettrica. Questo modo di produrre energia è interessante per molte ragioni: promuove una concezione di autonomia dalle ordinarie fonti di produzione anche nella forma del cosiddetto "scambio sul posto" (la compensazione tra il valore associabile all'energia elettrica prodotta e immessa in rete e il valore associabile all'energia elettrica prelevata e consumata in un periodo differente da quello in cui avviene la produzione), costituendo un'importante fonte di risparmio. Il fotovoltaico, inoltre, è un sistema ecologico perché prevede lo sfruttamento della forza solare, è esteticamente compatibile con le strutture architettoniche esistenti e con l'ambiente, infine, è fortemente incentivato a livello economico. A questo proposito il meccanismo di incentivazione degli impianti fotovoltaici si chiama "Conto Energia" ed è predisposto dal Gestore Servizi Energetici. Esso è stato introdotto in Italia dal decreto interministeriale del 28 Luglio 2005 ed è attualmente regolato dal decreto interministeriale del 19 Febbraio 2007. Il Conto Energia remunera, con apposite tariffe incentivanti e attraverso la stipulazione di un contratto, l'energia elettrica prodotta dagli impianti fotovoltaici per un periodo di 20 anni. Secondo quest'ultima legge, che si occupa di determinare i criteri per l'incentivazione della produzione di energia elettrica mediante la conversione fotovoltaica della fonte solare, possono beneficiare degli incentivi le persone fisiche, le persone giuridiche, i soggetti pubblici, i condomini di unità abitative e/o di edifici. L'energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici, secondo le condizioni del decreto, ha diritto alla tariffa incentivante che è riconosciuta per un periodo di venti anni a decorrere dalla data di entrata in esercizio dell'impianto.

Sistema normativo e condizioni contrattuali
Il timore di coloro che intendono usufruire delle condizioni di favore previste dal governo e dalle Regioni per la predisposizione di un impianto fotovoltaico è quello di vedersi cambiare le regole del gioco in corso di installazione, il che potrebbe significare il rischio di dover fare fronte a spese che si ritenevano a finanziamento pubblico. Al riguardo, occorre rilevare che il meccanismo di incentivazione descritto viene attuato attraverso un contratto tra il proprietario dell'impianto e il Gestore Servizi Energetici, mediante il quale quest'ultimo riconosce al privato il contributo. Tale contratto è un contratto di diritto privato, e in quanto tale è regolato dalle norme del Codice Civile, per quanto uno dei due contraenti sia una Società pubblica il cui capitale sia detenuto interamente dal Ministero dell'Economia e delle Finanze. Il Codice Civile all'art. 1372 dispone: "il contratto ha forza di legge tra le parti. Non può essere sciolto che per mutuo consenso o per cause ammesse dalla legge". Ciò significa che, una volta concluso, il contratto non può essere risolto unilateralmente da una delle due parti, a meno che non si verifichi una delle cause di risoluzione previste dallo stesso codice, ovvero nel caso in cui sopravvenisse un impedimento assoluto ed oggettivo nell'erogazione della prestazione o si determinasse, per eventi straordinari e imprevedibili, un rilevante squilibrio tra le prestazioni pattuite. In conclusione, i cittadini che intendono installare un impianto fotovoltaico sul tetto della propria casa possono hanno una garanzia giuridica di vedersi riconosciuto il finanziamento, una forma di sicurezza che se gli organi di informazione rendessero di dominio comune potrebbe agevolare la diffusione del fotovoltaico sul territorio italiano, con evidenti benefici per l'ambiente e le tasche dei cittadini.
 

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