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PANNELLI FOTOVOLTAICI
evitare
di lasciare l’illuminazione accesa nelle stanze non occupate
scegliere
lampadari con minor numero di lampade : a parità di
illuminazione prodotta, i lampadari con più lampade, consumano
più energia rispetto a quelli con una lampada sola.
posizionare
il frigorifero o il congelatore in luoghi aerati lontani da
fonti di calore.
regolare
il termostato dei frigoriferi o dei congelatori su un
livello intermedio: posizioni più fredde comportano un aumento
inutile dei consumi del 10-15%.
per
le lavatrici: utilizzare ove possibile cicli di lavaggio a
bassa temperatura
sostituire
i vari elettrodomestici quando diventano vecchi, o si
guastano, con elettrodomestici moderni e a basso consumo.
Con la semplice sostituzione delle lampadine e lo spegnimento
dei vari televisori, computer ecc. otteniamo già un
risparmio di più di 600-750 KWh, equivalenti anche a 150-200
Euro all'anno! soldi che possiamo usare tranquillamente per
comprare le 'costose' lampadine a basso consumo ( le trovi in
qualsiasi negozio serio di elettrodomestici o nei supermercati
), ma soprattutto possiamo permetterci un impianto solare di
potenza inferiore di almeno 500 Wp sul totale, equivalenti ad
almeno 2.000-3.000 Euro risparmiati.
Da fonte ENEA riportiamo questa tabella molto significativa:
| Elettrodomestico |
Consumi
massimi |
Consumi
minimi |
OGNI
anno |
| Frigorifero |
560 |
320 |
65 € |
| Congelatore |
520 |
300 |
60 € |
| Illuminazione |
420 |
84 |
90 € |
| Lavatrice |
570 |
360 |
55 € |
| Lavastoviglie |
672 |
504 |
45 € |
| Forno elettrico |
156 |
78 |
20 € |
| Forno Microonde |
0 |
39 |
-- |
| Televisore funzionamento |
130 |
130 |
-- |
| Televisore stand-by |
105 |
0 |
30 € |
| Videoregistratore funzionamento |
55 |
55 |
-- |
| Videoregistratore stand-by |
110 |
0 |
30 € |
| Computer |
160 |
120 |
10 € |
| Computer stand-by |
100 |
0 |
30 € |
| Hi-Fi funzionamento |
20 |
20 |
-- |
| Hi-Fi stand-by |
60 |
0 |
15 € |
| Altri apparecchi |
423 |
265 |
45 € |
| TOTALE |
4061 |
2275 |
495 € !! |
26/11/2009
Negli ultimi mesi si è molto parlato del "piano casa", tema che interessa
certamente un ampio numero di italiani. Pur avendo scritto molti articoli
sull'argomento, tuttavia, i media nazionali non hanno quasi mai riportato quelle
informazioni di carattere pratico utili a chi vuole fare dei cambiamenti nella
propria abitazione.
Cos'è il "piano casa"
Innanzi tutto il cosiddetto "piano casa" consiste in un DPCM, acronimo di
Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del 16 luglio 2009, in base
al quale viene approvato il "Piano nazionale di edilizia abitativa" al fine di
garantire su tutto il territorio nazionale i livelli minimi essenziali di
fabbisogno abitativo per il pieno sviluppo della persona umana" anche attraverso
la promozione di strumenti finanziari con la partecipazione di soggetti pubblici
o privati. Il Decreto è composto da un articolo unico e da diversi allegati
articolati nelle sei linee di intervento, di seguito indicate: a) costituzione
di un sistema integrato nazionale e locale di fondi immobiliari per
l'acquisizione e la realizzazione di immobili per l'edilizia residenziale,
ovvero promozione di strumenti finanziari immobiliari innovativi per la
valorizzazione e l'incremento dell'offerta abitativa in locazione); b)
incremento del patrimonio di edilizia residenziale pubblica con risorse dello
Stato, delle Regioni, delle province autonome, degli enti locali e di altri enti
pubblici, comprese quelle derivanti anche dall'alienazione, ai sensi e nel
rispetto delle normative regionali ove esistenti, ovvero statali vigenti, di
alloggi di edilizia pubblica in favore degli occupanti muniti di titolo
legittimo); c) promozione finanziaria anche a iniziativa di privati di
interventi ai sensi della parte II, titolo III, capo III, del decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163); d) agevolazioni a cooperative edilizie
costituite tra i soggetti destinatari degli interventi); e) programmi integrati
di promozione di edilizia residenziale anche sociale; f) interventi di
competenza degli ex IACP comunque denominati o dei comuni, già ricompresi nel
Programma straordinario di edilizia residenziale pubblica, approvato con decreto
ministeriale del Ministro delle infrastrutture del 18 dicembre 2007.
Il ruolo delle Regioni
In base alla legge citata sono quindi le regioni e gli enti locali che, per
partecipare al "Piano casa" propongono al Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti, un programma coordinato con riferimento alle linee di intervento
previste. Una delle linee di indirizzo utili per la selezione degli interventi
consiste nel "perseguimento di livelli elevati di efficienza energetica e
sostenibilità ambientale secondo le migliori tecnologie disponibili". È questa
previsione che offre lo spunto per aprire la possibilità di interventi di
finanziamento per la predisposizione di impianti per la produzione di energia
alternativa. Ogni regione, quindi, può predisporre proposte e modalità diverse
per sostenere il finanziamento degli impianti per la produzione autonoma di
energia elettrica.
Fotovoltaico, energia
autonoma
Un impianto fotovoltaico sfrutta l'energia solare per produrre energia
elettrica: in altre parole si tratta di un sistema per trasformare la propria
abitazione o la propria azienda in una piccola e autonoma centrale elettrica.
Questo modo di produrre energia è interessante per molte ragioni: promuove una
concezione di autonomia dalle ordinarie fonti di produzione anche nella forma
del cosiddetto "scambio sul posto" (la compensazione tra il valore associabile
all'energia elettrica prodotta e immessa in rete e il valore associabile
all'energia elettrica prelevata e consumata in un periodo differente da quello
in cui avviene la produzione), costituendo un'importante fonte di risparmio. Il
fotovoltaico, inoltre, è un sistema ecologico perché prevede lo sfruttamento
della forza solare, è esteticamente compatibile con le strutture architettoniche
esistenti e con l'ambiente, infine, è fortemente incentivato a livello
economico. A questo proposito il meccanismo di incentivazione degli impianti
fotovoltaici si chiama "Conto Energia" ed è predisposto dal Gestore Servizi
Energetici. Esso è stato introdotto in Italia dal decreto interministeriale del
28 Luglio 2005 ed è attualmente regolato dal decreto interministeriale del 19
Febbraio 2007. Il Conto Energia remunera, con apposite tariffe incentivanti e
attraverso la stipulazione di un contratto, l'energia elettrica prodotta dagli
impianti fotovoltaici per un periodo di 20 anni. Secondo quest'ultima legge, che
si occupa di determinare i criteri per l'incentivazione della produzione di
energia elettrica mediante la conversione fotovoltaica della fonte solare,
possono beneficiare degli incentivi le persone fisiche, le persone giuridiche, i
soggetti pubblici, i condomini di unità abitative e/o di edifici. L'energia
elettrica prodotta da impianti fotovoltaici, secondo le condizioni del decreto,
ha diritto alla tariffa incentivante che è riconosciuta per un periodo di venti
anni a decorrere dalla data di entrata in esercizio dell'impianto.
Sistema normativo e
condizioni contrattuali
Il timore di coloro che intendono usufruire delle condizioni di favore previste
dal governo e dalle Regioni per la predisposizione di un impianto fotovoltaico è
quello di vedersi cambiare le regole del gioco in corso di installazione, il che
potrebbe significare il rischio di dover fare fronte a spese che si ritenevano a
finanziamento pubblico. Al riguardo, occorre rilevare che il meccanismo di
incentivazione descritto viene attuato attraverso un contratto tra il
proprietario dell'impianto e il Gestore Servizi Energetici, mediante il quale
quest'ultimo riconosce al privato il contributo. Tale contratto è un contratto
di diritto privato, e in quanto tale è regolato dalle norme del Codice Civile,
per quanto uno dei due contraenti sia una Società pubblica il cui capitale sia
detenuto interamente dal Ministero dell'Economia e delle Finanze. Il Codice
Civile all'art. 1372 dispone: "il contratto ha forza di legge tra le parti. Non
può essere sciolto che per mutuo consenso o per cause ammesse dalla legge". Ciò
significa che, una volta concluso, il contratto non può essere risolto
unilateralmente da una delle due parti, a meno che non si verifichi una delle
cause di risoluzione previste dallo stesso codice, ovvero nel caso in cui
sopravvenisse un impedimento assoluto ed oggettivo nell'erogazione della
prestazione o si determinasse, per eventi straordinari e imprevedibili, un
rilevante squilibrio tra le prestazioni pattuite. In conclusione, i cittadini
che intendono installare un impianto fotovoltaico sul tetto della propria casa
possono hanno una garanzia giuridica di vedersi riconosciuto il finanziamento,
una forma di sicurezza che se gli organi di informazione rendessero di dominio
comune potrebbe agevolare la diffusione del fotovoltaico sul territorio
italiano, con evidenti benefici per l'ambiente e le tasche dei cittadini.
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