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Imposta catastale

Imposta disciplinata dal d.lgs. 347/90, t.u. delle imposte ipotecaria e catastale, che si applica su ogni voltura catastale, quale per esempio il cambiamento del nome del proprietario di un immobile a seguito di compravendita. La voltura catastale ha la finalità di tenere aggiornato il catasto, ovvero l'inventario generale dei beni immobili, nonché delle persone giuridiche e fisiche che ne sono titolari.
Questa imposta si paga all'Ufficio del Catasto, normalmente al pagamento provvede il notaio.
 
Quanto pagare

La somma da pagare cambia a seconda che si compri da un privato o da un'impresa:
 
  • Se chi vende è l'impresa che ha costruito l'immobile, oppure un'impresa che ha ristrutturato un immobile che già esisteva, oppure ancora un'impresa immobiliare (cioè che compra e vende immobili), allora le imposte ipotecarie e catastali sono di 168 euro (dal 1.2.2005) ciascuna, per un totale di 336 euro (dal 1.2.2005).
  • Se invece si compra da un'impresa di tipo diverso dai tre appena elencati (per esempio una ditta che possedeva un appartamento e che lo vende, perché ha cessato l'attività), allora le imposte ipotecarie e catastali si pagano in modo proporzionale: l'imposta ipotecaria è pari al 2%, mentre l'imposta catastale è pari all'1% della somma che si è dichiarata nel contratto di vendita. Sommando queste due percentuali si avrà quindi un'imposta complessiva del 3%.
Anche se si compra da un privato le imposte ipotecarie e catastali si pagano in modo proporzionale: l'imposta ipotecaria è pari al 2% della somma che si è dichiarata nel contratto di vendita, mentre l'imposta catastale è pari all'1%. Sommando queste due percentuali si avrà quindi anche in questo caso un'imposta complessiva del 3%.
 
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