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L'università dei Comuni e il periodo dei Visconti

La Valsesia si costituì nella Università dei Comuni della Valsesia, di cui Varallo era il centro politico - amministrativo, suddivisa in due curie: la Superiore con capoluogo Varallo e l'Inferiore formata da Borgosesia e Valduggia, con quest'ultima come capitale.

Ogni comune era amministrato da un consiglio presieduto da uno o più consoli i quali costituivano un Consiglio Generale che si radunava due volte all'anno a Varallo ed era presieduto dal Podestà che, nel 1531, venne sostituito dal Sindaco Generale e, alla fine del XVII secolo, dal Reggente Generale per ciò che riguardava l'amministrazione e dal Pretore per tutto ciò che concerneva le attribuzioni giudiziarie.

Alla fine del Trecento la Valsesia dipendeva dal nuovo ducato di Milano al quale doveva pagare un censo di 75 fiorini d'oro al mese e nel 1402 il novarese Francesco Barbavara si stabilì a Varallo nel palazzo Scarognini quale nuovo feudatario della valle. Nel 1414 il fratello Manfredo, succedutogli appena un anno prima, si vede costretto ad abbandonare la valle per il pessimo rapporto instaurato con la popolazione.

I valsesiani dovettero allora prestare fedeltà al Duca Filippo Maria Visconti che, con un decreto del 18 settembre 1415, prometteva di non dare più la valle in concessione ad alcuno ma di governarla direttamente. Il duca ridusse il censo a 500 fiorini annui, rese più agevole il trasporto delle merci dal Nocarese e dal Vercellese e vietò la costruzione di nuovi castelli e fortezze, ordinando la completa distruzione di tutti quelli esistenti.

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