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Età Moderna

Morto nel 1447 senza lasciare eredi, gli successe Francesco II Sforza e, sempre uno Sforza, Ludovico il Moro, nel 1495 ridusse il censo dei valsesiani a 300 lire imperiali. Morto Francesco II Sforza, la Valsesia, insieme al ducato di Milano, passò sotto il dominio spagnolo di Carlo V che, vista la sua posizione geografica,, la costrinse a scendere in campo nelle continue lotte con la Francia e la Savoia, che ebbero termine con la pace dei Piressie stipulata nel 1658.

Nel 1707 la valle giurò fedeltà al conte di Parlarono, inviato da Vittorio Amedeo II dopo la famosa battaglia di Marengo. Un decreto dei consoli di Francia stabilì che il fiume Sesia segnasse il confine tra l'Italia e la Francia e divise così la valle in due parti lungo tutta la sua lunghezza: la parte destra del Sesia venne annessa al Piemonte costituendo il cantone di Agnona con capoluogo Vercelli, la parte situata a sinistra del fiume formò un Distretto comprendente tre Cantoni facenti capo a Varallo, Borgosesia e Romagnano con Novara come centro amministrativo.

Agli abitanti della valle fu imposto di prestare il loro servizio militare non solo in difesa del loro territorio ma anche del territorio francese.

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