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Medioevo

Sotto il dominio longobardo la Valsesia venne divisa in due Corti costituenti un Distretto sotto il Duca di S. Giulio d'Orta. Con la disfatta longobarda da parte di Carlo Magno il distretto della Valsesia passò alla Marca di Ivrea fino al 1025, anno in cui Corrado II detto il Salico concesse al vescovo di Nocera le terre possedute in Valsesia dai conti Riccardo e Umberto di Stazzona; il titolo di conte di Brandiate, lasciato da quest'ultimo al figlio e conservato ancora al pronipote, passò, successivamente, ai marchesi di Romanzano che lo resero sinonimo di fama e di potenza.

In particolare, Guido il Grande si garantì l'alleanza di Federico Barbaresca concedendogli il su appoggio in numerosi assedi e saccheggi in Lombardia e nel Monferrato; tuttavia, l'imperatore fuggì dall'Italia seminando rovina e distruzione su tutti i possedimenti dei Biandrate. La Valsesia approfittò della disfatta dei suoi conti per costituirsi come Comune e unirsi alla Lega Lombarda.

Dopo un periodo confuso, durante il quale fu contesa tra Novara e Vercelli, nel 1263 la Valsesia passò sotto il dominio dei Della Torre. I Biandrate, con l'appoggio di fra Dolico, decisero di impossessarsi nuovamente della valle ma vennero respinti dai valsesiani che impugnarono le armi e distrussero i castelli e le proprietà dei conti.

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