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ANTONIO "detto IL TANZIO DI VARALLO" (1575 - 1633) Pittore


Riprendiamo dal Dizionario del Debiaggi:
<<E' con Gaudenzio Ferrari uno dei due artisti-guida in Valsesia ed uno dei massimi esponenti della pittura seicentesca nell'Italia Settentrionale. Nato ad Alagna, ultimo dei fratelli D'Enrico, iniziato dapprima all'arte nell'ambiente familiare, certo dai fratelli Giovanni, lo Statuario e Melchiorre, il pittore, innestò sulla formazione tradizionale, di lontana origine gaudenziana, un nuovo e vitale apporto caravaggesco, che apprese nel suo viaggio e nella sua permanenza nell'Italia centrale e specialmente a Roma, all'inizio del Seicento. Suoi dipinti nel Lazio ed in Abruzzo testimoniano questa presenza nel centro Italia. Tornato intorno al 1615 nell'Italia settentrionale, portò nell'ambiente manieristico piemontese e lombardo il fare violento e fortemente chiaroscurato del Caravaggio>>.
Famosissimi i suoi dipinti: il S. Carlo che comunica gli appestati (Collegiata di Domodossola), il S. Antonio (pinacoteca di Varallo), gli affreschi della cappella del Sacro Monte: Cristo condotto a Pilato; "che sono tra le cose più monumentali nel grandioso equilibrio di architetture e figure, piene di vivacità coloristica, di scatenata vitalità e primo esempio della personalissima tecnica tanziana dell'affresco tratteggiato".
I suoi dipinti (Il David, Pilato si lava le mani, Concezione di S.Anna, S. Giovanni nel deserto, San Sebastiano) sono presso musei e pinacoteche di Buenos Aires, di Brera a Milano, di Torino, di Tulsa in USA, di New York. Impossibile, in questo fascicolo celebrativo della famiglia D'Enrico, elencare le innumerevolissime opere del Tanzio chiuse con il Ritratto del B. Giovanni Ravelli presso la Pinacoteca di Varallo.
Antonio D'Enrico morì nel 1635 in Varallo. Dallo stesso, che portò "nell'Italia settentrionale la voce del rinnovamento caravaggesco, tanto da essere salutato come il - Caravaggio delle Alpi -, deriverà quella cultura, tipica dell'ambiente valsesiano tra la fine del Seicento ed il principio del Settecento, di singolare ed isolato pre-verismo".

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